Gli abbracci e la soddisfazione all’arrivo a Pavia - Lombardia Coop to Coop
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Gli abbracci e la soddisfazione all’arrivo a Pavia

Gli abbracci e la soddisfazione all’arrivo a Pavia

“Non correre pellegrina. La felicità non sta nell’alloggio, ma nel cammino”.

Lo striscione realizzato dai bambini di una scuola materna per Laura, e sorretto da sua figlia Olga all’arrivo a Pavia, sintetizza bene l’esperienza che abbiamo vissuto.

La Via Francisca del Lucomagno é un percorso di 135 chilometri in otto giorni, quando in auto ne bastano due e con i mezzi pubblici quattro. Questo fa comprendere bene cosa sia la lentezza e come il cammino sia altro dal semplice spostarsi da un luogo a un altro.

L’ultima tappa ha un sapore diverso. É quella della meta, tanto sognata, ma che rappresenta la fine dell’esperienza. É quella dei saluti, degli abbracci, delle promesse di rivederci presto. É stata anche quella della corsa contro il tempo per arrivare a ritirare il Testimonium visto che la basilica di San Pietro in ciel d’oro avrebbe chiuso alle 12. Una corsa portata a termine con successo dato che i primi sono arrivati mezz’ora prima.

La partenza da Bereguardo é accompagnata da un concerto di rane che popolano le risaie e i piccoli canali che corrono al limitare della strada. La prima parte del cammino é splendida, tutta immersa nelle campagne che fanno da confine tra il milanese e il pavese.

Si incontrano piccole frazioni fino ad arrivare a Torre d’Isola dove il gruppo si ricompatta intorno a un tavolo per una breve sosta. Siamo tornati in dieci perché ai sette cooperatori, a Marco e Neven si é aggiunta Rosanna che aveva camminato nei primi due giorni  

Quindici chilometri in tutto per una delle tappe più brevi e facili. La parte terminale, che porta fino al ponte coperto di Pavia, é molto bella e piacevole. Si sviluppa tutta su una ciclabile a fianco del Ticino ed é frequentata da runner, ciclisti e famiglie.

L’ingresso in città é comunque un momento particolare perché riporta alla frenesia, al traffico, all’ affollamento di persone che incontriamo nelle vie centrali, nelle piazze e lungo la strada subito prima della meta dove si svolge il mercato settimanale.

Di fronte alla chiesa ci attendono Cristina e Maria Teresa. All’interno, nella sagrestia Padre Vittorio appone l’ultimo timbro sulle credenziali e consegna il documento del viaggio effettuato. Laura, Maria, Enrico, Valter, Fabrizio, Tino, Oliviero, Marco e Neven passano davanti alla scrivania nella sala a pochi passi da dove è sepolto Sant’Agostino. La chiesa esempio di architettura romanica lombarda venne riconsacrata nel 1132 dopo i grandi restauri di quel periodo in cui la chiesa era già cadente per abbandono.

Il tempo di una brevissima visita, una foto e ci si rimette in cammino per gli ultimi due chilometri esatti che ci portano al negozio Coop di via Campari.

Ci aspettano Fulvio ed Ettore e così ora il gruppo é al gran completo.

C’è tempo per festeggiare, scambiarsi impressioni, far riaffiorare i ricordi e anche per le sorprese. A Enrico viene consegnata un pergamena con una foto di Valter che lo ritrae di fianco al naviglio tutto concentrato sui suoi bastoncini. Un premio alla resilienza vista l’energia che ha messo a superare le prime tre tappe. “Non sapevo che la Lombardia avesse così tante salite” ha detto scherzando. Enrico é stato uno dei punti di riferimento del gruppo e con la sua ironia ha spesso portato allegria. “Il cammino mi ha fatto scoprire zone del corpo che nemmeno sapevo di avere…” E quanta verità in questa frase semplice.

Il cammino fa scoprire tanto e lo sottolineano i tanti messaggi scambiati in serata quando ognuno era rientrato nelle proprie case.

“Grazie a tutti voi – ha scritto Tino – per aver reso più bello un paesaggio che già conoscevo. Ora è stato arricchito dalle vostre esperienze e impegni, dai vostri racconti e dalla vostra simpatia.  Un abbraccione a tutti”.

Oliviero: “Ciao ragazzi, mi mancate già, tutti gli scherzi, il bucato serale, gli aperitivi, ma sopratutto i momenti di confronto e confidenza durante il percorso giornaliero caldo o fresco, in salita e in discesa, grazie di avermi sopportato, viva i cammini ( correndo di solito non ho il fiato per parlare), spero di rivedervi”.

Cristina: Grazie a Ettore⁩ per avermi coinvolta in questa avventura quasi a mia insaputa. Una bellissima esperienza fatta di nuove amicizie, di condivisione, di risate e anche di qualche sofferenza… nella vita non si smette mai di crescere e, anche alla mia età, il cammino è stato un momento di crescita, di mia messa alla prova e di scoperta di luoghi stupendi, nella provincia di Varese, che non conoscevo. Al prossimo cammino (spero…) !”

Valter: “Carissime e carissimi pellegrini della Francisca,  sono stato molto bene con voi in questo cammino. Attraverso le nostre attività in coop ci saranno sicuramente nuove opportunità per incontrarci. Per ora vi invio una serie di immagini, con le quali riesco immediatamente a  raccontare le mie sensazioni ed emozioni che ho provato lungo il percorso insieme a voi”.

Fabrizio: “Cari amici di cammino a Torba la bimba dei miei colleghi mi ha regalato un sassolino. Le ho promesso che lo avrei gettato nel Ticino al mio arrivo a Pavia. Ho potuto mantenere questa promessa solo grazie a voi che mi avete aiutato in questo cammino. Gettando quel sassolino nel fiume, parafrasando il Maestro Tino, ho liberato uno spazio nella mia mente che alla partenza era occupata nella sua interezza a gestire un pensiero doloroso. Grazie ancora a Tutti Voi”.

Laura: “Io devo ringraziare prima di tutto la coop che mi ha coinvolta in questa avventura che all’inizio mi spaventava molto … Grazie a Marco  per averci guidato in questo cammino…. E a voi tutti compagni pellegrini un abbraccio grosso grosso che racchiude tutte le emozioni che mi avete fatto provare”.

Maria scherzando con una foto che ritrae la segnaletica della Via Francigena: “Buongiorno a tutte e tutti, Marco ed io abbiamo proseguito il cammino. (abbiamo preferito, visto le vostre difficoltà, non dirlo per non mortificarvi)”.

Enrico: “Ragazze e ragazzi grazie di tutto…
Il supporto talvolta può togliere qualche kilo dallo zaino e aggiungere quel tanto di energia che serve…
“ insieme si può “, raccontava un vecchio slogan, ed è proprio vero. Alla prossima, spero presto…”

Neven: “Grazie per le foto Valter! Stupende. Grazie a tutti per quest avventura, è stato bello conoscervi e condividere questa esperienza insieme. Spero di rivedervi presto. Un abbraccio a tutti lungo 10 km”

Marco: “Grazie per la condivisione. Conoscerci, entrare in relazione è il dono più grande del cammino. Per molti di voi era la prima esperienza e passo dopo passo è uscita la bellezza del confronto che ci arricchisce. Ricorderemo questi giorni e siamo stati bravi e determinati. Grazie di cuore per il vostro tempo e per l’energia che ci avete messo. Un abbraccio”.

La soddisfazione per un progetto che ha coinvolto tante energie é emersa dalle parole finali di Ettore che negozio dopo negozio ha portato l’attrezzatura per gli incontri e coordinato i vari lavori da fare. Ora l’appuntamento è per il secondo cammino che ci sarà a luglio lungo il canale Villoresi.